Anna Marzuttini

Artista

Anna Marzuttini

Anna Marzuttini (Gemona del Friuli, Italia, 1990) vive e lavora tra Venezia e Udine. Dal 2011 al 2018 ha studiato presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove nel 2018 ha conseguito il Diploma di Secondo Livello in Arti Visive e Discipline dello Spettacolo. Tra il 2019 e il 2020 è stata una delle artiste in residenza presso gli Atelier della Fondazione Bevilacqua la Masa. Nel 2021 ha tenuto la sua prima mostra personale “Off the Grid”, curata da Suburbia Contemporary Art Gallery a Firenze e nel 2024 la personale “Cant see the wood”, curata da Stefano Monti presso SMDOT Art Gallery a Udine. Nel 2025 ha partecipato a DITTICO FVG, curato da Magalì Cappellaro e Alessandro Del Puppo. Ha partecipato a diverse mostre collettive, tra cui: Istituire un rifugio nella selva, curato da Giulia Mariachiara Galliano e Riccardo Vailati, Traffic Gallery, Bergamo, 2024; Luglio, agosto, settembre e ottobre, a cura di Fondazione Malutta e NEUTRO, Reggio Emilia, 2024; Hôtel-Dieu, a cura di School for curatorial studies Venice, Galleria A+A, 2023, Venezia; Malutta in Spazio, curato da Fondazione Malutta e Gloria Pasotti, Spazio Contemporanea, Brescia, 2023 ; PETRICORE, curato da Giulia Mariachiara Galliano, Riccardo Vailati, and Lorenzo Valota, Castello di Pagazzano (BG), 2023; Selva Tràgica, Galleria d’Arte DB+K, Roma, 2022; Who killed bambi?, a cura di Gianluca D’incà Levis,Dolomiti Contemporanee, Nuovo Spazio di Casso, 2022, Casso (PN); Nelle selve non più belve, a cura di Daniele Capra, Tiziana e Isabella Pers, e Atelier F, Rave East Village Artist Residency, Manzano (UD), 2022; Urban environments and imaginary spaces, Galleria d’Arte Contemporanea Suburbia, Barcellona, 2021; VACCANZA, a cura di Gianluca D’Incà Levis, Dolomiti Contemporanee, Casso (PN), 2022; Pesi Massimi, a cura di Fondazione Malutta e Augusto Maurandi, Spazio Punch, Venezia, 2020; Opera Viva, a cura di Amerigo Nutolo, Fondazione Bevilacqua la Masa, Piazza San Marco, Venezia, 2019; Guardatemi il più possibile, a cura di Elisabetta Barisoni e Alessia Del Bianco, Museo Cà Pesaro,Venezia, 2018. È inoltre membro del collettivo artistico Fondazione Malutta.

La sua ricerca artistica indaga la complessità del mondo organico ponendo in primo piano forme di vita con un funzionamento diverso da quello umano e in generale animale. Esse sono tramite per nuovi mondi e modi di vedere e approciarsi all’esistenza.